Lampadario con bottiglie fai da te per il tavolo da pranzo

La luce di una sola lampadina si rifrange e moltiplica attraverso le bottiglie di vetro che la contornano.
Simile, per effetto luminoso, ai sontuosi lampadari a gocce, richiede una spesa quasi irrisoria e si lascia costruire, con materiale povero e di recupero, in poco più che un batter d’occhio.
Per rifrangere la luce può servire qualunque contenitore di vetro trasparente, scelto in due (o più) formati omogenei. Per il lampadario con bottiglie, ideali sono le bottigliette della Coca Cola in vetro, o quelle della passata di pomodoro che hanno forma un po’ panciuta e bocca piuttosto larga.

lampadario con bottiglie

Come sostegno occorrono dei punzoni sistemati in verticale, sui quali mettere i contenitori a testa in giù, e quindi dei supporti da cui si dipartano queste punte più un mezzo di sospensione a soffitto. Spezzoni di barre filettate piegati alla base a uncino sono fissati con dado cieco e controdado su due cerchi metallici, ottenuti avvolgendo più volte su se stesso del nastro di lamiera traforato e poi collegati tra loro ad altezze sfalsate da pezzi di grosso filo di ferro con le estremità piegate a uncino.
Il tutto è appeso al soffitto con quattro pezzi di catenella e completato con l’unica lampadina centrale.

Cosa occorre

Gli utensili:

  • Seghetto da ferro,
  • chiave a pappagallo,
  • pinze,
  • eventuale filiera,
  • trapano,
  • cacciavite,
  • pinze da elettricista.

I materiali

  • 16+12 bottiglie di vetro trasparente da 1 litro e da 1/2;
  • 1+1 cerchi di robusta lamiera traforata Ø 460 e 230 mm, oppure 6 m di nastro di lamiera traforata sezione 1×20 mm da cui ricavare (con più strati) i due cerchi;
  • 16+12 barre filettate M6x275 mm e M5x230 mm, oppure tondini di pari misure ai quali filettare la parte terminale;
  • 16+16 e 12+12 dadi ciechi con relativi controdadi M6 e M5;
  • 1,5 m filo di ferro Ø 3 m;
  • 1 portalampada a soffitto con relativo cavo;
  • 1 lampadina.

Due cerchi concentrici

Le barre filettate di piccolo diametro sono abbastanza flessibili da lasciarsi piegare a mano libera con il solo ausilio di un paio di pinze. Tuttavia, siccome la parte di filetto che serve è proprio quella dell’estremità da curvare, invece di serrarla direttamente con le ganasce conviene avvitarci prima dado e controdado in modo da afferrarla per quelli e preservarne il filetto. Chi sa filettare metalli e dispone di una filiera di piccolo diametro, al posto delle barre filettate può impiegare semplici spezzoni di tondino, filettandone l’estremità dopo aver impresso loro la curvatura necessaria.

Per il collegamento dei cerchi metallici occorrono degli spezzoni di robusto filo di ferro, modanati alle estremità a gancetto in modo da far presa nei fori (preesistenti o aperti appositamente, secondo il materiale disponibile). Per maggiore sicurezza, dopo aver infilato l’uncino conviene stringerlo in modo da impedirne uno sfilamento accidentale. Un discorso analogo vale per le catenelle di sospensione.

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