Bonsai in filo di rame

Il bonsai in filo di rame è realizzato con fili elettrici di recupero ed un minimo di spirito di osservazione per allestire un prestigioso alberello che non teme né il gelo né la siccità

Diciamo subito che tutto il lavoro di costruzione bonsai in filo di rame non richiede né particolari abilità manuali né attrezzature speciali: ciò che serve è soltanto un notevole spirito di osservazione sia per riprodurre fedelmente il modello sia ancora, prima di tutto, per scegliere la materia prima più adatta.

I fili elettrici sono ricoperti da una guaina isolante; dobbiamo procurarceli di sezione il più grande possibile e formati da filamenti il più possibil e sottili.

Un taglio longitudinale, eseguito col cutter, ci permette di eliminare rapidamente la guaina e di mettere a nudo un certo tratto di fili di rame: con questi, unendo più mazzetti, formiamo un cilindro di circa 300 mm di lunghezza e di 20 mm di diametro, che divideremo idealmente in tre parti uguali, ognuna di 100 mm circa.

L’operazione successiva consiste nel torcere la zona centrale, facendo forza sulle estremità libere: in questa fase si può intervenire con le sole mani se i singoli fili che formano il mazzo sono di piccola sezione; in caso contrario bisognerà utilizzare la morsa da banco ed un paio di pinze (o due pinze a pappagallo). La parte centrale, ritorta su se stessa, presenta già una certa somiglianza col tronco del bonsai e conferisce un minimo di compattezza all’insieme: per lavorare con maggior tranquillità, comunque, possiamo provvisoriamente rivestirla con qualche giro di nastro isolante , ben teso (il nastro, per effetto della trazione, deve ridursi a circa metà della larghezza iniziale).

Fatto il tronco, si passa ai rami: tenendo sempre presente il modello che si vuole riprodurre si dividono i fili della chioma in tanti mazzetti che, dopo es sere stati ritorti per un certo tratto, vanno nuovamente suddivisi e lavorati nello stesso modo per dar luogo ai rami principali ed a quelli secondari; un paio di pinze, manovrate con cautela per non danneggiare i sottili conduttori, rende più facile e precisa tutta l’operazione.

Gli ultimi filamenti, quelli che si trovano all’estremità dei rami più sottili, vanno lasciati liberi, in modo che uno (o alcuni) si possano inserire nel foro di una perlina di plastica e l’altro, legato al precedente, la blocchi in posizione.

  1. Recuperare i fili di rame

    La guaina isolante si asporta con un taglio longitudinale: per evitare di ferirsi e di danneggiare i filamenti di rame, la lama del cutter deve sporgere dall’impugnatura solo lo stretto necessario.

  2. Fissare i rami

    Il mazzo, lungo circa 300 mm, va diviso in tre parti uguali: quella centrale va ritorta e rivestita di nastro isolante prima di suddividere quelli destinati alla chioma in tanti mazzetti quanti sono i rami.

  3. Decorazione con perline

    Alle estremità dei rami più sottili si possono applicare delle perline colorate che simulino le foglie dell’albero che abbiamo preso a modello: la legatura si ottiene unendo i capi dei fili interni ed esterni al foro.

Per le radici si usano modalità del tutto analoghe: diviso in 5 o 6 parti il mazzo, si sagomano altrettanti “bracci” contorti che si ripiegano verso l’interno e scompaiono nel, si fa per dire, terreno.

Quest’ultimo si può acquistare già pronto o si può ottenere ritagliando un disco di legno duro (faggio o simili da 30 mm di spessore) e modanandone a piacere i bordi. Il basamento, rifinito e verniciato, deve prevedere un foro al centro nel quale si inserisce, dal di sotto, una vite da legno lunga 80 mm, che va a far presa nell’interno del tronco: una sistematina alle radici, un panno adesivo sotto il piano d’appoggio, una “messa in piega” finale ai rami ed il bonsai è pronto.

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